Ai confini del mondo: ALASKA!

Salve Viaggiatori, torna Francesca Ivaldi a farci sognare, con il suo viaggio ai confini del mondo: ALASKA
Il nostro viaggio nel Grande Nord è iniziato a Milano con un lungo volo per Anchorage.


Essendo la seconda volta in Alaska, e questa volta in inverno, abbiamo affittato un super SUV 4×4, anche perché l’accoglienza è stata con un bel metro di neve.


Come già sapevamo la città non è un gran che (noi avevamo la guida della lonely planet e abbiamo preso spunto da lì per girarla): due giorni sono più che sufficienti, anche perché il richiamo del vero Nord, una volta arrivati lì, era decisamente troppo forte per rimandare la partenza! Lungo la strada non si può non fermarsi a Eklutna: piccolissima cittadina con un cimitero molto particolare perché ci sono le “casette degli spiriti” (so che sembra una cosa un po’ macabra ma sono veramente carine!).


La zona di Palmer è caratterizzata da fattorie e Palmer è abbastanza bruttina come città per cui non ci siamo fermati. Idem per Wasilla.
Durante il nostro primo viaggio in questa zona (a settembre) avevamo invece fatto una deviazioni per l’Hatcher Pass: è un tratto di strada percorribile in auto che porta su una specie di pianoro dove c’era una miniera ma merita soprattutto per la visuale sulle montagne tutto intorno.
Un discorso a parte lo merita, invece, Talkeetna: io adoro questa cittadina anche se non c’e assolutamente nulla ma è circondata da boschi e finalmente si inizia a respirare l’aria della “vera” Alaska.


Questa è, tra l’altro, la cittadina ideale per partire in esplorazione del Denali National Park. Durante la nostra visita a settembre (purtroppo il Parco era già chiuso per cui era consentito l’accesso solo per un “breve” tratto di strada)

abbiamo optato per un giro in aereo sul Denali; esistono diverse compagnie che li organizzano noi abbiamo scelto la K2 Aviator. Così dopo averci fatto lasciare un recapito telefonico (nel caso non fossimo tornati indietro: non particolarmente rassicurante come inizio) ci siamo diretti sulla “pista” ed ecco diversi aerei microscopici, rumorosissimi (e non adatti a chi ha paura di volare) ad attenderci. Un’esperienza unica: si infilano nei canyon ghiacciati e ti sembra di poter allungare una mano è toccare il ghiacciaio.


Da Talkeetna siamo andati a Willow a vedere la partenza dell’Iditaroad: da non perdere! (la partenza storica avviene ad Anchorage il giorno prima ma la vera partenza è da Willow).

Decine di team con centinai di cani ansiosi di iniziare a correre e persone ovunque ad incitarli (un po’ l’equivalente delle nostre partite di calcio ma molto, molto più affascinante!!): una vera festa.


Denali: purtroppo il parco chiude ad inizio autunno per cui si può entrare fino ad un certo punto e poi stop. Però noi avevamo affittato al centro visitatori le ciaspole per fare un giro e anche se non si riesce a visitarlo avevamo comunque visto un orso (in lontananza) e tante renne ed alci.


Continuando verso Nord si incontra Nenana: piccola cittadina dove abbiamo ovviamente provato a scommettere su quando si sarebbe rotto il ghiaccio (è una tradizione del posto) ed ovviamente abbiamo perso!
Fermata successiva: Fairbanks. Grande città universitaria, molto più interessante di Anchorage (a mio avviso) con diversi punti di interesse: University of Alaska Museum of the North, Pioneer Park, Fountainhead, Antique Auto Museum.
Tra l’altro siamo accidentalmente incappati nel campionato mondiale di sculture di ghiaccio: incredibile!

Consiglio di andare sia di giorno (si vedono tutti questi team scolpire immensi blocchi di ghiaccio) che di sera (tutte le sculture sono illuminate e non si può evitare di fare un giro sul grosso scivolo di ghiaccio!).


Nei dintorni da vedere:
North Pole (non è altro che una cittadina tutta incentrata sul Natale con un grande negozio di Natale ed un immenso Babbo Natale. Turistica: assolutamente si; carina: assolutamente si!).


Chena Hot Springs: stazione termale molto piccola con una bella piscina esterna di acqua sulfurea (una puzza tremenda!). Non ha nulla a che vedere con le nostre terme perché è piccola e nemmeno tanto bella all’interno però quando fa molto freddo stare a mollo in acque veramente calde (49-66°) circondati da montagne…
Sempre lì c’è anche il museo del ghiaccio (molto bello!).
Durante il viaggio a settembre avevamo deciso di percorrere un tratto della mitica Dalton Hwy: molto bella, effettivamente molto dissestata e soprattutto piena zeppa di enormi tir!


Da qui noi il nostro viaggio (entrambe le volte) è continuato verso Barrow (volo Fairbanks-Barrow).


Barrow: è la città americana più a Nord degli USA (340 miglia dal circolo polare Artico). E’ bella nel senso stretto della parola? Assolutamente NO! Ha un fascino tutto suo? Assolutamente SI! Qui tutto costa una fortuna perché non ci sono strade per raggiungerla, ma solo collegamenti aerei oppure piste ghiacciate in inverno per cui preparatevi ad essere spennati. Il primo anno abbiamo alloggiato al Top Of The World Hotel (posizione invidiabile sulla spiaggia) che però l’anno successivo aveva preso fuoco . Ora credo che lo abbiano riaperto. Il secondo anno al King Eider Inn. A prescindere da quale si sceglie il discorso è un po’ questo: sono alberghi che costano tanto e sono molto spartani e architettonicamente brutti, però si è in cima al mondo. Consiglio di affittare una macchina per girare la città perché è abbastanza grande e soprattutto fa tanto freddo (noi l’avevamo affittata in albergo e l’avevamo pagata veramente cara!).
Qui da vedere: heritage center. Da qui ci sono alcuni tour operator che portano in giro per avvistare orsi e altri animali. Noi non lo avevamo fatto. Navigando su internet avevamo conosciuto un biologo marino americano con una muta di cani (di solito non organizza gite con turisti). Il primo anno purtroppo non c’era neve a sufficienza per fare sleddog per cui siamo andati a casa sua a vedere i cani ed a dar loro da mangiare e così è iniziato il giorno più straordinario della nostra vita: dopo un po’ di conversazione (nonostante il nostro inglese non sia certo dei migliori) ci ha portati a casa del capitano di una baleniera (Inupiat) ed abbiamo avuto la fortuna di stare un po’ con loro e di mangiare la balena con loro (abbiamo assaggiato il piatto tradizionale: il muktuk, grasso di balena con la pelle tutto crudo e “pucciato” nel sale. A me è piaciuto). La tradizione del popolo Inupiat prevede la caccia alla balena, sono gli unici a poterla pescare (in un numero limitato di animali all’anno, numero che loro rispettano perché per loro la balena è sacra!) e la spartizione dei pezzi SOLO tra la popolazione (non troverete carne di balena nei ristoranti né nei supermercati perché non si può vendere!) è un rito. Quando siamo tornati da lui il secondo anno siamo abbiamo fatto sleddog sul pack: una meraviglia; purtroppo siamo partiti con l’idea di andare in slitta a Point Barrow per cercare gli orsi polari ma il freddo (-30°) e soprattutto il vento ci hanno costretti a rientrare prima.


Se pensate di venire a Barrow in inverno: vestiti termici e scarpe adatte!
Consiglio: al massimo 2 notti a Barrow.
Tornati a Fairbanks abbiamo percorso la Richardson Hwy in direzione Delta Junction.
Da qui siamo ci siamo diretti a Tok con destinazione: Canada, nello Yukon. Ci eravamo informati: non servivano visti particolari e la macchina affittata negli USA può essere portata in Canada. Ci siamo diretti verso Whitehorse nello Yukon: preparatevi ad una lunga strada che in inverno è ghiacciata e nevica spesso (insomma un sogno!)


Whitehorse: è una città in parte ricostruita sulla base di come doveva essere in passato una città di frontiera. Carina. Ma è soprattutto il punto di arrivo della Yukon Quest, forse la corsa con i cani più impegnativa che esista (1600 Km a febbraio, per cui nel pieno dell’inverno artico!).
Da vedere: S.S. Klondike, Mac Bride Museum, ed una passeggiata per la città.


Qui noi abbiamo prenotato una gita per fare sleddog ed abbiamo avuto molta fortuna: abbiamo scelto il Muktuk Adventures. Mai scelta fu più azzeccata. Il proprietario è un musher che ha percorso diverse volte la Yukon Quest e chi lavora con lui ha una grandissima passione per questa attività e si vede. Ci hanno fatto fare un bellissimo giro sul letto di un fiume in secca, ma soprattutto, alla fine, ci hanno portati nel recinto con una decina di cucciolini (il mio sogno!).

 

Loro hanno anche molti cani da slitta “in pensione” con cui siamo stati un’ora buona. (forniscono ovviamente tutta l’attrezzatura per l’escursione).
Da qui siamo ripartiti alla volta di Skagway; carina ma niente di che, tutta ricostruita, è il punto di ancoraggio delle grandi navi da crociera che in estate girano intorno all’Alaska.


Da Withehorse siamo poi tornati in Alaska.
Sulla strada del ritorno verso Anchorage abbiamo attraversato Gakona e Glennallen, poi abbiamo preso la Glenn Hwy e ci siamo fermati per vedere il Matanuska Glacier State Recreation Site: enorme ghiacciaio che quasi lambisce la Glenn Hwy estendendosi per 43,4 km dalla sua origine,le Chugach Montains. Prove geologiche dicono che 18.000 anni fa arrivava fino a Palmer.

Consigli: non so se i miei consigli possano essere utili ma li do ugualmente.
Se andate in inverno tenete conto che:

  • le strutture alberghiere aperte sono poche e i turisti non così pochi (evidentemente di pazzi come me il mondo è pieno!);
  • soprattutto da Fairbanks in su fa veramente molto freddo anche se si tratta di un freddo secco per cui vestiti termici e soprattutto scarpe testate per temperature di -20 ed oltre (noi abbiamo trovato molto utili quegli scaldini che si usano anche in alta montagna che infili nei guanti nelle scarpe, li avevamo presi su internet ma poi li avevamo visti in vendita da decathlon); per i lunghi spostamenti in macchina secondo me conviene avere sempre scorte di acqua e cibo ed una pila e fare sempre il pieno di benzina quando si trova una stazione (alcune strade, soprattutto in inverno, sono deserte);
  • Fairbanks è il punto migliore in Alaska per vedere l’aurora boreale (noi la prima volta l’abbiamo vista alle 21.30 mentre percorrevamo la statale tutta piena di luci della città!) per cui non fatevi ingannare da quelli che organizzano tour per vederla:
  • prendete la macchina e uscite sulle colline; a parte Anchorage noi non abbiamo mai usato alberghi perché in Alaska ci sono le cabin: bellissimi lodge attrezzati con cucina che permettono di essere automi per colazione e cena (si risparmia e soprattutto, a volte, la cittadina più vicina è a magari 30 Km di strada ghiacciata e, credetemi, di notte nessuno ha tanta voglia di percorrere quelle strade!);
  • molto belli anche i B&B;
  • non tutte le strade sono aperte e percorribili in inverno, bisogna guardare su internet;
  • se volete andare in inverno tenete conto che soprattutto a nord le ore di luce sono praticamente zero (a Barrow dal 17 Novembre al 4 Febbraio è notte perenne ed il cielo è illuminato soltanto dalla luce crepuscolare, dalla Luna o dalle frequenti aurore boreali), per cui diventa molto difficile viaggiare e le foto non vengono bene. Inoltre il freddo può essere un problema: durante la notte artica, per circa 100 giorni consecutivi ogni anno, la temperatura rimane sempre molti gradi sotto lo zero, con medie di -25 e punte anche di -40 gradi centigradi (a Barrow, nonostante il passamontagna, andando sulla slitta a me è venuta una piccola escara da freddo sul naso).

 

Un Abbraccio,
Toscani Viaggiatori
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