AMSTERDAM: la Venezia Olandese

Ciao Viaggiatori oggi vi raccontiamo cosa abbiamo fatto in questo weekend lungo del 2 giugno.
Ispirati dal bellissimo viaggio di Alessandro, anche noi siamo andati a visitare Amsterdam.

 

Prima di iniziare il nostro diario, vorremmo fare una piccola considerazione, che ci ha fatto sorridere;
Amsterdam è una delle poche città dalle quali ascoltando varie esperienze dei visitatori, potremmo raccontarla in 4 o 5 diari diversi:
– C’è chi va con gli amici per fare casino e per la perdizione delle droghe libere.
– C’è chi va per un amore facile.
– C’è chi va per visitare una delle città più romantiche d’Europa.
– C’è chi va per trovare un lavoro.
Ognuno al suo ritorno vi racconterà Amsterdam con occhi diversi, che quasi non sembra nemmeno la solita.
Con questo non vogliamo giudicare nessuno, proprio noi che spesso ci confrontiamo con culture e religioni diverse e ci adeguiamo alle usanze dei posti, anzi è carino e buffo ascoltare i diversi pensieri.

Siamo partiti giovedì 2 giugno la mattina prestissimo (6:30 da Firenze) per goderci a pieno tutta la giornata.
Siamo atterrati all’aeroporto Amsterdam Schiphol con la KLM che è comodissimo, in quanto a 15 minuti di treno (che si prende direttamente in Aeroporto), troverete due treni: un intercity e un “diretto” anche se fa 2 fermate. Vi consigliamo il diretto.
Il costo del biglietto è di 8,35€ a testa.

 

Arrivati alla stazione centrale abbiamo fatto un salto al punto informazioni turistiche che è proprio di fronte la stazione e abbiamo comprato il biglietto da 92 ore per girare liberamente con tram, bus e metro (consigliatissimo).
In più abbiamo fissato un’escursione molto carina per visitare 3 città fuori Amsterdam (che più avanti vi raccontiamo), c’è chi le fa da se e sicuramente se le gode di più avendo più tempo, ma questa volta abbiamo scelto di farci coccolare e trasportare anche se abbiamo sicuramente speso di più (€ 44,00 a persona con pullman, ingresso ai mulini a vento e audioguida).

L’hotel scelto era nella piazza Rembrandtplain che a nostro parere era perfetta. Centralissima e ben servita dai mezzi di trasporto per gli spostamenti veloci. A due passi dal mercato dei fiori, chiamato Bloemenmarkt, che abbiamo subito visitato appena lasciate le valige. Da non sottovalutare anche che Rembrandtplain è piena di ristoranti e pub per passare una bella serata.

 

Il mercato si sviluppa su un canale ed i negozi sono su chiatte galleggianti. Qua puoi trovare ogni genere di fiore, dai semi, ai bulbi, alle piantine già formate.
I prezzi sembravano competitivi chiaramente bisogna avere un pò d’occhio e non comprare subito dal primo negozio che vi capita sotto mano.

 

 

 

 

 

Dal mercato dei fiori si può fare una passeggiata verso la piazza più importante di Amsterdam: Piazza Dam.
In piazza Dam oltre ai diversi artisti di strada (alcuni molto bravi!) vi è il Palazzo Reale.

 

 

 

 

 

 

 

Esso è visitabile ed al suo interno è possibile prendere un’audio guida in lingua italiana che vi spiega tutte le stanze del palazzo
(€ 10,00 a persona, guardaroba gratuito per zaini, etc.).
Le stanze sono ben arredate e tutt’ora il palazzo viene utilizzato per incontri con i capi di Stato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da lì abbiamo proseguito a piedi nel famoso quartiere Red District, un quartiere come tanti, ma la particolarità è che tra un negozio ed un altro, tra una chiesa ed un palazzo, potete trovare delle vetrine contrassegnate con una luce rossa a neon sulla porta, dove, all’interno ragazze poco vestite si mettono in bella mostra per gli uomini che girano per il quartiere, e ce ne sono per tutti i gusti: europee, asiatiche, africane, vecchie, giovani, grasse o magre, con sorpresa o senza, c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Una curiosità: le vetrine sono affittate alle ragazze a 150,00€ al giorno e sbirciando su internet abbiamo scoperto che chiedono 50,00€ per 20 minuti di amore.

Sinceramente un pochino faceva dispiacere vedere questi occhi tristi, che da dentro la vetrina guardavano i passanti con la speranza che qualcuno aprisse quella vetrina per portarle via.

Dal quartiere a luci rosse si arriva facilmente al quartiere cinese,

 

 

 

 

un posto dove non solo i cartelli diventano in mandarino, ma tutto intorno non si vedono altro che cinesi, negozi dai tipici odori di fritto e questa volta in vetrina, non ragazze ma polli arrosto..Ah ah ah. La giornata sta per terminare e quindi ci riportiamo lungo i canali, che sono davvero super romantici, verso la piazza del nostro hotel e ci fermiamo a cenare in un ristorante Argentino con un buffissimo menù sul quale è stampata la foto della Madonna.

 

Il secondo giorno ci svegliamo prestissimo (alle 7:10) e dopo una ricca colazione, tram numero 2 da piazza Koningsplein accanto al mercato dei fiori e via nel quartiere di Anna Frank, la fermata è in piazza Westermarkt.

Si raccomanda di fare il biglietto online perché entrare a visitare la casa senza biglietto prenotato con l’orario è praticamente impossibile! Avevamo l’ingresso alle 13:30 e quindi ne abbiamo approfittato per fare un giro per il quartiere, in quella zona le case sono molto più curate e le strade molto più pulite, le stradine decorate dalle piante nelle piccole aiuole lungo il canale ed i balconi dai quali spuntano fiori creano l’effetto di una città diversa.

 

 

 

 

In quella zona c’è l’ Houseboat Museum, una delle famose case galleggianti dove tuttora alcune famiglie vivono e diverse di loro sono state trasformate in alloggi per turisti.
La casa è visitabile e vi dà l’idea di come può essere viverci. Vi è anche una bacheca con gli annunci delle HouseBoat in vendita.
Consigliatissima la visita, sul canale potrete vedere molte delle famose case galleggianti veramente abitate.

 

 

 

 

 

 

 

 

La pancia comincia a borbottare e ci ricorda che è mezzogiorno, quindi perchè non provare la miglior Pancakes di Amsterdam?

a due passi troviamo la “Pancakes!” che in questo caso merita davvero di essere menzionato perchè è DIVINO!!!

 

Con la pancia oramai soddisfatta, ci dirigiamo verso la casa di Anna Frank e come detto prima, grazie al biglietto online in meno di 10 minuti entriamo.

 

 

 

Anche qua è possibile prendere l’audio guida che ci spiega la storia e i luoghi dove per 2 anni hanno vissuto Anna e la famiglia.
Il Padre Otto Frank all’inizio del 1942 prende in considerazione l’idea di entrare in clandestinità, ma il 5 luglio dello stesso anno arriva una chiamata dalle SS per Margot (la sorella) e di conseguenza la famiglia si deve nascondere davvero nel giro di un giorno; a loro si aggiungono la famiglia Van Pels e Fritz Pfeffer. Otto Frank viene descritto in questo periodo nei diari della figlia: egli risulta, secondo Anna, come “il papà più buono del mondo”, nettamente preferito alla madre.

Dopo la scoperta della famiglia nel nascondiglio, l’arresto e la deportazione ad Auschwitz, la famiglia viene separata. Otto trascorre sette mesi ad Auschwitz, ma sopravvive, nascondendosi nell’infermeria del lager nel mese di gennaio 1945 per sfuggire alla marcia della morte del campo. Una volta tornato ad Amsterdam, appresa la notizia della morte delle figlie, riceve da Miep (la signora che li tenne nascosti) il diario di Anna e come unico sopravvissuto della famiglia si occupa anche del compito di pubblicarlo: nel 1947 lo invia nelle librerie con il titolo Het Achterhuis (“Il retrocasa”). In seguito si impegna pubblicamente per difendere la libertà e i diritti dell’uomo.

Ad oggi Il diario di Anna Frank (27 milioni di copie) è uno dei 10 libri più letti al mondo.

Con la tristezza nel cuore e gli occhi lucidi, torniamo in piazza Westermarkt per prendere il bus 172 in direzione del Van Gogh Museum, la fermata è al Rijksmuseum. Da qua 5 minuti a piedi e siamo dentro il museo. Per visitarlo tutte con calma con l’audio guida che ti spiega i quadri più importanti ci vogliono circa 2 ore. Le opere dal vivo sono davvero magnifiche, ogni pennellata ti faceva capire lo stato d’animo di Van Gogh, tanto pazzo quanto un vero genio.

 

 

 

 

Oramai siamo arrivati a sera ed anche il secondo giorno ci ha regalato mille emozioni, non ci resta che tornare nella nostra piazza, cenare e godersi Amsterdam di sera con la sua Movida.

Terzo giorno, giorno della nostra escursione alle tre cittadine fuori Amsterdam. Di buon mattino prendiamo il bus turistico e ci dirigiamo verso Volendam con la sua Fabbrica del Formaggio.

 

 

 

 

 

 

La storia di Volendam iniziò con la costruzione, nel 1357, di una diga che collegava Edam con il Purmermeer, lungo la quale furono costruite alcune case. Per i cinque secoli successivi, Volendam rimase tuttavia poco più che un isolato villaggio di pescatori.

Tra il 1874 e il 1914, Volendam divenne una meta prediletta dai pittori. Tale moda si sviluppò in particolare grazie ai racconti del pittore francese Henry Havard, che sostò nel villaggio nel 1883 durante un viaggio in barca sullo Zuiderzee. In seguito, fecero sosta a Volendam pittori quali Paul Signac, Theo van Rijsselberghe, Wilm Wouters, Georg Hering e George Clausen: principale luogo di soggiorno di questi artisti era l’Hotel Spaander, al nr. 15 della zona del porto.

Fu proprio grazie all’avvento degli artisti che Volendam conobbe una nuova nomea, iniziando a svilupparsi come meta turistica.

Da Volendam prendiamo un traghetto che in 15 minuti ci porta a

Marken a visitare la fabbrica degli zoccoli Kompenmakerij, dove una ragazza ci spiega e ci fa vedere in pratica come vengono realizzati gli zoccoli tradizionali olandesi.

 

 

 

 

 

 

 

Il villaggio di Marken è stata separata dalla terraferma dopo una tempesta nel 13 ° secolo. Un periodo di isolamento secolare seguita per la comunità che ha reso i loro soldi con la pesca. In questi giorni, il turismo è una delle principali fonti di reddito.

Le case tipiche e costumi tradizionali ricordano il passato. Ai vecchi tempi, l’isola è stata inondata abbastanza regolarmente. Per questo motivo, le case sono state costruite su palafitte e tumuli. La diga, che è stato costruito nel 1957, ancora una volta collega l’isola alla terraferma.

Dovrete vederlo con i propri occhi per credere come una comunità possa vivere su una piccola isola nella ex Zuiderzee ( ‘Sea Sud’) per secoli. Il fascino di Marken con le sue caratteristiche case e costumi sono pronti rubarvi il cuore.

Riprendiamo il Bus che nel frattempo ci ha raggiunto dalla terraferma e ci porta a Zaanse Schans con i suoi meravigliosi mulini a vento antichissimi.

 

 

 

 

 

 

Zaanse Schans è conosciuta per i suoi mulini. In questi ultimi secoli nella zona (chiamata Zaanstreek) ne esistevano più di 1000. I primi mulini furono nel 1321 a Jisp e nei secoli dopo diversi mulini furono costruiti nelle vicinanze, e venivano sfruttati per muovere l’acqua e macinare la farina nella zone denominata Zaanstreek.

Negli anni a seguire furono costruiti altri mulini, che venivano usati sia per macinare la farina, ma anche frantoi per l’olio, per la carta, per il cacao, la mostarda, cemento e altre funzioni. Si erano diffusi così tanti mulini che ogni proprietario aveva costruito il proprio mulino per una specifica funzione. I mulini della zona furono anche usati per rompere e costruire le pietre che servirono per costruire gli attuali palazzi di Dam a Amsterdam. Nel 1731 esistevano 256 differenti mulini mentre, Amsterdam (famosa nel mondo anche per i suoi mulini) ne aveva solo 30.

Nel 900 i mulini furono piano piano sostituiti con i motori a vapore, soprattutto alla fine dell’800 il numero dei mulini diminuì drasticamente fino al numero attuale (poche decine) e per questo nel 1925 l’Associazione “Vereninging De Zaansche Molen” decise di conservare i restanti mulini per il futuro, per mostrare alle nuove generazioni la storia dei mulini a vento della zona.

Nel 1928 fu aperto anche il museo “Molenmuseum“. La società possiede 12 mulini (con annesse attività) che sono meta sempre maggiore di turisti. Non per nulla, negli ultimi anni, nella zona di Zaanse Schans sono stati aperti anche diversi piccoli negozi, dove è possibile comprare qualche ricordo della zona. Grazie ai 3600 membri della società, di cui gran parte volontari, e alcuni finanziamenti governativi, Zaanse Schans è ancora in grado di mostrare alle nuove generazioni, il modo di vivere del passato, la cultura e le tradizioni che si sono sviluppate ai piedi di questi piccoli giganti.

Verso le 15:30 facciamo ritorno ad Amsterdam, e cogliamo l’occasione per andare al famoso (ma deludente!) caffè “In de Waag“, dove il servizio è il peggiore del mondo, lentissimo… merita prenderci un caffè per visitare il locale essendo la vecchia pesa di Amsterdam, in quanto quella zona era sede di mercato contadino. Mentre sorseggiamo il nostro caffè sbirciamo internet e scopriamo di essere a 10 minuti dal famoso mercatino delle pulci Waterlooplein Market, così prima di tornare in hotel ci facciamo un salto. Waterloopleinmarkt è il più grande mercato ebraico della città di Amsterdam e si tiene tutti i giorni feriali, dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle ore 17.00. Situato nella zona vecchia, sulla sponda del fiume Amstel, in questo luogo si può trovare ogni genere di articolo: dai libri agli strumenti musicali, dagli oggetti vintage ai più classici souvenir, vestiti di seconda mano, suppellettili già adoperati e ovviamente bici di ogni genere.

Dopo una velocissima doccia ed un’ ottima cena in un ristorante di pesce, torniamo nella zona del Red District in notturna, per vedere la famosa zona piccante di sera, le vie sono super affollate ed i locali pieni di ragazzi che festeggiano vestiti stranissimi, chi da donna, che i costume da bagno, che da Batman….

Il quarto giorno avevamo l’aereo, scelto volutamente la sera dopo cena per sfruttare bene tutta la giornata.

Quindi di buona mattina facciamo il biglietto per un battello che, con 21,00€ a persona, ci permette di fare un giro in barca ad Amsterdam con Canal Bus. Questa crociera hop on, hop off, naviga attraverso i canali più importanti e vi porta presso i musei più famosi di Amsterdam come il Rijksmuseum e la casa di Anna Frank passando anche dalla Piazza Rembrandt e dal tipico mercato di Albert Cuyp. E la cosa interessante è, che si può salire e scendere presso una delle 9 fermate su tutte le tre linee, a vostro piacimento. In questo modo potete organizzare liberamente la vostra giornata ad Amsterdam.

Infatti la prima tappa dove scendiamo è proprio il Rijksmuseum da dove facciamo la tipica foto alla scritta “i am amsterdam” e visitiamo il Museo Moco dentro il quale vi era una meravigliosa esposizione di BANKSY e WARHOL.

 

 

 

 

Da li a due passi c’è la famosa fabbrica della birra Heineken,

L’Heineken Experience, situata nel cuore di Amsterdam, é sicuramente un posto da non perdere!

 

 

 

 

 

La vecchia fabbrica di birra Heineken, dove tutto è iniziato 100 anni fa, è stata trasformata in un’esibizione interattiva dell’affascinante mondo Heineken. (e cosa che non guasta con il biglietti di ingresso si ha diritto a due consumazioni di birra).

Per gli appassionati come noi a due passi dalla fabbrica c’è l’Hard Rock Cafe Amsterdam, molto suggestivo, perchè direttamente con i tavolini sul canale.

 

Cosa comprare ad Amsterdam:
Qualcosa di tipico, certo. Come zoccoli, bulbi e ceramiche di Delft ma non solo, perché i Paesi Bassi sono noti anche per il design. E poi formaggio, dolcetti stroopwafel e gin, perfetti da condividere con amici e parenti.

Curiosità e suggerimenti:
– Nei Paesi Bassi esiste una tassa sulla drenatura dell’acqua che viene fatta quotidianamente perchè, a differenza di molti altri stati dove la tassa è sull’acqua che abbiamo, qui la tassa viene applicata perchè di acqua ne hanno troppa e devono provvedere a drenarla per mantenere l’equilibrio, basta pensare che l’aeroporto è situato a ben 5 metri sotto il livello del mare.

– Il centro storico con le sue case piccole e strette è stato dichiarato patrimonio mondiale dall’Unesco

– Le mance non sono obbligatorie nè richieste però sono gradite come in buona parte dei paesi esteri.

– Si raccomanda vivamente di prenotare online e con anticipo le visite ai musei principali per assicurarsi l’ingresso e risparmiare tempo evitando lunghissime file che non sempre garantiscono l’accesso.

– Essendo Amsterdam regno incontrastato dei ciclisti non si deve camminare sulle piste ciclabili, tra l’altro sempre affollatissime.

– E a proposito di biciclette, si consiglia di noleggiare le bici senza logo al Rent-a-bike di Damstraat (si ricorda però di porre anche attenzione perchè ci sono spesso furti di bici…)

– E’ vietato fotografare le ragazze in vetrina nel quartiere rosso, pena multa e sequestro della macchina fotografica (e aggiungiamo noi anche per rispetto alle ragazze stesse).

 

Un Abbraccio,
Toscani Viaggiatori
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