Castello di Fosdinovo ed il suo Fantasma

Oggi con questa bella giornata, siamo stati al Castello di Fosdinovo.

Il Castello è magnifico, arrivando lo trovi sulla destra imponente sul suo sperone di roccia.

Il castello Malaspina di Fosdinovo è stato sede del feudo di uno dei rami dei Malaspina dello Spino Fiorito, dal XIV al XVIII secolo. La costruzione dell’imponente fortezza, che si fonde incredibilmente con la roccia arenaria tanto da farla sembrare scolpita nella pietra viva, ebbe inizio nella seconda metà del XII secolo, anche se si parla del Castrum Fosdinovense già in documento di Lucca del 1084. Innalzata a dominio e difesa del primitivo Castro di Fosdinovo, nel 1340 venne ufficialmente ceduta dai Nobili di Fosdinovo a Spinetta Malaspina, morto nel 1352.
Egli creò così il marchesato di Fosdinovo risiedendo nel castello che il nipote Galeotto, scomparso nel 1367, in seguito ingrandirà e abbellirà. Nella parte finale del Quattrocento fu restaurato da cima a fondo da Gabriele Malaspina. Nel ‘500, grazie all’opera di Gabriele e del suo successore Lorenzo Malaspina, il castello acquistò l’aspetto e la dimensione di Corte rinascimentale, mentre nel ‘600, con Jacopo Malaspina, si ingrandì ancora di più fino a contare, nel 1636, ben ottocento “fuochi”.

Il castello di Fosdinovo si compone di una pianta quadrangolare con 4 torri rotonde orientate, un bastione semicircolare, due cortili interni (uno centrale), camminamenti di ronda sopra i tetti, giardini pensili, loggiati ed un avamposto verso il Paese detto in antico lo “spuntone”, formidabile strumento difensivo (una sorta di rivellino). Protetta anticamente da un ponte levatoio, la porta d’ingresso duecentesca introduce su di un piccolo cortile in puro stile romanico dove una colonna marmorea, anch’essa del duecento, ne sostiene i loggiati superiori. Dal piccolo cortile, dove un tempo si trovavano i cannoni difensivi, partono le larghe rampe di scale (ci si passava con i cavalli) che conducono al grande cortile centrale.

 

 

 

Questo presenta un elegante porticato rinascimentale con colonne in pietra, un pozzo ed un bel portale in marmo cinquecentesco…

 

 
 

…che ci introduce nella visita delle sale del castello, arredate ed affrescate alla fine del 1800. La Sala d’ingresso, la Sala da pranzo col grande camino settecentesco e le ceramiche da farmacia del ‘600,

la Sala del trono (una piccola particolarità sul trono, che la seduta si alzava e sotto vi era il WC!), il grande Salone con gli attigui salotti e la camera del trabocchetto con la sottostante sala delle torture.

 Trono
 

 

 

Si racconta che proprio da questa stanza, la marchesa Cristina Pallavicini, donna malvagia e lussuriosa, eliminava i suoi amanti facendoli cadere nella botola situata ai piedi del letto.

 

Nella più antica torre di levante, si trova la cosiddetta “camera di Dante”, dove, secondo la tradizione, dormì il sommo poeta quando fu ospitato al castello durante il periodo d’esilio. Gli affreschi presenti nel grande salone centrale raffigurano proprio l’antica amicizia di Dante con i Malaspina.

 

 

 

La visita del castello continua ai piani superiori fra innumerevoli altre sale arredate e, soprattutto, lungo il camminamento di ronda, sopra i tetti, che offre uno spettacolo panoramico di incomparabile bellezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il castello, di proprietà degli eredi Torrigiani-Malaspina, è visitabile ed è completamente arredato.

Il fantasma di Bianca Maria Aloisia
Il castello vive, oltre che dei suoi splendori architettonici e paesaggistici, anche delle sue famigerate leggende. La più famosa è sicuramente quella che riguarda la giovane Bianca Maria Aloisia, figlia di Jacopo (Giacomo) Malaspina ed Oliva Grimaldi. La coppia diede al mondo nove figli, ma l’ultima nata (una bambina) era malata, aveva la pelle chiarissima, gli occhi azzurri e i capelli biondi, solamente che alla luce del sole diventavano rossi. Non volendo far sapere al popolo la notizia la rinchiusero in una stanza dove nessuno poteva ne udirla ne vederla e negli anni decisero di comprarle un cane che le potesse tenere compagnia.

Il letto respira e nei melograni si sente il battito del cuore

Raggiunta l’età di 7/8 anni Bianca Maria riuscì a raggiungere la finestra della stanza e vide uno stalliere del quale poi si innamorò. Lo stalliere chiese chi fosse quella bambina che non aveva mai visto e Jacopo Malaspina disse che non c’era nessuno e probabilmente era un fantasma, dunque la portò in convento per paura di essere scoperto e perché riteneva quell’amore infamante per il blasone dell’intera famiglia; mentre lo stalliere venne allontanato dal paese. Tornata dopo anni al castello e non scordatasi del suo giovane amore, venne rinchiusa nelle prigioni e torturata finché non fosse rinsavita. Ciononostante la sua volontà non fu piegata. Solo allora, per evitare occasioni di scandalo, fu murata viva in una cella, insieme ad un cane, simbolo di fedeltà, e ad un cinghiale, emblema della ribellione. A confermare l’autenticità della storia, accadde che durante degli scavi effettuati durante i lavori di consolidamento, furono trovati resti di ossa appartenute molto probabilmente ad una fanciulla e ai due animali.

Questa vicenda così violenta e brutale, tuttavia, se pose fine alla vita della giovane Bianca Maria, sola non bastò a domarne lo spirito che pare aleggiare ancora per le stanze del castello, nelle forme di una ragazza dai lunghi capelli posati sulla schiena. Affascinati ed attratti da questi racconti, esperti ed appassionati dell’occulto e di fenomeni paranormali hanno effettuato, qualche anno addietro, una serie di esperimenti, tutti filmati con cinepresa. Inquietante come in uno di questi si è poi visto, chiaramente, una figura scura, dalle sembianze umane, attraversare la stanza da muro a muro, come fosse sospinta dal vento.

Come sempre eccovi le coordinate di Google: Clikka QUA!

Speriamo di avervi dato anche questa volta un piccolo suggerimento di viaggio.

Un Abbraccio,
Toscani Viaggiatori
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2 Comments

  • Anonimo

    1 febbraio 2015

    Bellissmo posto, bella recensione

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  • myCandyCountry

    8 febbraio 2015

    Bellissima recensione, molto dettagliata. Deve essere veramente un posto magico. Complimenti.

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