Islanda: Natura allo stato puro, dove l’uomo è un intruso

Dove siamo stati questa volta? Nel posto dove l’uomo è un intruso, un luogo dove la natura spesso dura e ribelle, libera il massimo della sua energia: L’ISLANDAAbbiamo scelto di fare un Fly & Drive + Hotel per avere la massima libertà, quindi, se anche voi volete fare un giro in Islanda da soli, cercheremo qua sotto di darvi più dettagli possibili.
Il tempo escluso i primi due giorni che ci ha fatto un pochino arrabbiare (ogni 5 minuti cambiava) il resto della vacanza è stato ottimo, potremmo dedurre che il sud è più piovoso del nord.

Iniziamo in viaggio:
Il 12 Agosto 2015 dopo aver per sicurezza prenotato (in agosto conviene farlo perché è facile trovare le strutture al completo!): volo, auto e tutti gli hotel, siamo partiti da Milano Malpensa con la Icelandair che con un volo diretto ci ha portato in 4 ore a Keflavik aeroporto esterno alla Capitale Reykjavik.

Li abbiamo dormito all’hotel Airport che è davanti l’aeroporto,  sarà la stanchezza o l’ora tarda…. direi non abbiamo sentito aerei…

2° Giorno

Di buona mattina siamo andati a ritirare l’auto, una Suzuki Jimmy 4×4 (consigliamo una 4×4, perchè spesso in Islanda è facile fare strade sterrate e un piccolo fuoristrada ci agevola la vita) proprio dietro l’hotel al Geysir Rental.

La prima tappa è stato il Parco nazionale Þingvellir (Thingvellir), è un parco nazionale dell’Islanda che si trova nella parte sud-occidentale dell’isola, vicino alla penisola di Reykjanes e all’area vulcanica di Hengill. Per la sua valenza culturale nel 2004 Þingvellir è entrata a far parte dell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

 

Þingvellir

Þingvellir è uno dei luoghi più importanti della storia islandese: nell’anno 930 vi venne fondato l’Althing, uno dei primi (se non il primo) parlamenti del mondo.
La deriva dei continenti può essere chiaramente riconosciuta nelle gole e nelle faglie che attraversano la regione; la più grande di esse, chiamata Almannagjá, è un vero e proprio canyon. Questo causa anche un gran numero di terremoti in questa regione.

Þingvellir si trova sulla sponda settentrionale di Þingvallavatn, il più grande lago d’Islanda. Il fiume Öxará scorre attraverso il parco nazionale e forma una cascata in corrispondenza dell’Almannagjá, chiamata Öxaráfoss.

Öxaráfoss

Insieme alla cascata Gullfoss e ai geyser di Haukadalur, Þingvellir fa parte dei luoghi più famosi d’Islanda, il Circolo d’Oro.

Dopo una passeggiata dentro la faglia di circa 1km e mezzo, come seconda tappa non molto distante abbiamo visitato il famoso Geyser Strokkur è un Geyser situato nella regione geotermica nei pressi del fiume Hvítá in Islanda, e precisamente nella parte sud-occidentale del Paese, a est della capitale Reykjavik. È uno dei più famosi geyser islandesi ed erutta regolarmente ogni circa 4-8 minuti e dal vivo fa il suo che, uno spruzzo d’acqua sparato a 20/30mt dal vapore sotterraneo.

 

Geyser Strokkur

 

Geyser Strokkur

Una curiosità: L’attività di Strokkur ha inizio nel 1789 in seguito a un terremoto, come l’intero fenomeno dei geyser. Strokkur continuò ad eruttare fino al 1896, quando un altro terremoto bloccò la condotta d’acqua del geyser stesso. Quindi, nel 1963, gli abitanti della zona ripulirono la condotta sbloccandola ed il geyser poté quindi tornare ad eruttare regolarmente

Tutta la zona è tappezzata di pozze calde che bollono e un mini Geyser.

Da li si visita a circa 40 km le maestose cascate di Gullfoss.
Gullfoss (dall’islandese: gull “dorato” e foss “cascata”) è una delle più note cascate dell’Islanda sud-occidentale, lungo il percorso del fiume Hvítá nel Haukadalur.

La portata media è di circa 140 m³/s in estate e 80 m³/s in inverno. Le acque tumultuose del fiume Hvítá compiono due salti di 11m e 21m di altezza, con orientazione relativa di circa 45°, e proseguono poi in una stretta e profonda gola che si apre nell’altipiano.

Gullfoss, soprannominata spesso “la regina di tutte le cascate islandesi” per la teatralità, la bellezza e i giochi di luce del suo doppio salto, grazie ad una rete di sentieri la cascata è raggiungibile con la massima sicurezza nella parte superiore e in quella frontale.

cascate di Gullfoss

Una curiosità: All’inizio del XX secolo una società inglese era intenzionata all’acquisto della cascata per costruirvi una diga per alimentare una centrale idroelettrica. Una contadina del posto (Sigríður Tómasdóttir) della fattoria Brattholt, alla quale apparteneva la cascata, si oppose con successo a tale operazione industriale (a tale causa lavorò l’allora giovane avvocato e poi primo presidente della repubblica Sveinn Björnsson). Infatti ella minacciò di buttarsi nella cascata nel caso il governo islandese approvasse il progetto della diga. In realtà la causa fu vinta dalla società inglese, ma la diga non venne mai costruita per rinuncia da parte della società stessa. Nelle vicinanze della cascata è stato costruito un monumento per ricordo della coraggiosa contadina.

La sera abbiamo dormito in una Guesthouse molto carina in mezzo ad una fattoria,  si chiamava Lambastadir.

3° Giorno

Il giorno successivo dopo un’ottima colazione internazionale siamo ripartiti per la prima delle mie cascate preferite Seljalandsfoss, una cartolina a cielo aperto.

Seljalandsfoss

Seljalandsfoss, la Cascata Liquida, è tra le più note cascate dell’Islanda. È rappresentata in molti calendari dedicati all’Islanda e copertine di libri sul Paese a causa del suo aspetto inconfondibile e della sua bellezza selvaggia, in special modo quando coronata da un arcobaleno.

Il fiume Seljalandsá, cade per circa 60 m da ciò che in altri tempi era una scogliera sull’oceano (ora distante parecchi chilometri) e che oggi è il confine tra le Highlands e le Lowlands.

Seljalandsfoss

Ai lati si inerpica un sentiero impervio che permette di arrivare dietro la cascata stessa ed ammirare il potente getto, come succede solo nelle fiabe o nei romanzi d’avventura.

Ammirata questa meraviglia, si percorre una brevissima strada e troviamo la cascata islandese Skógafoss che è situata nel sud dell’isola presso la località Skógar, è originata dal fiume Skógaá, proveniente dal ghiacciaio Eyjafjallajökull.

Contende a Gullfoss (la cascata d’oro) il titolo di cascata più fotogenica d’Islanda anche per la facilità impressionante con cui il sole, colpendo le goccioline d’acqua sollevate dalla caduta, dà origine a splendidi arcobaleni.
È larga 25 metri e cade per 60 metri. A destra del salto si inerpica una scalinata di circa 700 gradini che porta al culmine della cascata e a pochi passi dall’inizio del salto: vista mozzafiato garantita.

Skógafoss

Una Curiosità: Secondo una leggenda, il primo vichingo ad essersi stabilito nella zona, Þrasi Þórólfsson, nascose un tesoro, un forziere ricolmo di monete d’oro, nella caverna dietro la cascata. Quando il sole colpisce coi suoi raggi l’acqua, c’è chi dice abbia visto il riflesso dorato delle monete. In molti hanno cercato il tesoro, un ragazzo ebbe successo, trovò il forziere e, attaccando una corda ad uno degli anelli laterali, iniziò a tirare, ma l’anello si ruppe e il forziere affondò. L’anello d’argento con incisioni runiche fu in seguito usato come maniglia del portale della chiesa di Skógar e può essere oggi ammirato al museo. Alla grandiosa Skógafoss, depositaria del segreto di Þrasi, è attribuito anche un potere magico: si dice che chiunque si bagni nelle sue acque possa ritrovare un oggetto perduto e a lungo cercato.

Ma torniamo al nostro giro, dopo quest’ultima cascata, DOVETE andare a vedere il relitto aereo abbandonato a Sólheimasandur sulla spiaggia, non è facile trovarlo però dopo la cascata, state attenti sulla destra, troverete uno svincolo che va nel nulla, li ci saranno auto posteggiate, da li inizia la strada segnata solo da paletti in un deserto su sabbia e ghiaia lavica.
Vi lascio le coordinate GPS esatte sono:  63°27’32.8″N , 19°21’53.2″W

relitto aereo abbandonato a Sólheimasandur

Dalla strada richiedono o due ore abbondanti di cammino o una quindicina di minuti col fuoristrada, la strada è sterrata, ma andando piano, abbiamo visto passarci anche le macchine.
MERITA AL 100% VEDERLO!!!!

relitto aereo abbandonato a Sólheimasandur

 

Dyrhólaeyjarviti

Dopo aver sgranato gli occhi e aver detto, sono nel Film Lost, si prosegue per Dyrhólaeyjarviti, una meravigliosa scogliera con un faro carino e dove da li è possibile avere una vista meravigliosa sulla Black Beach (spiaggia lavica) e dove è possibile incontrare una colonia di puffin, o pulcinella di mare, sono piccoli uccelli neri col petto bianco, ali corte e un grosso becco coloratissimo. Per la loro simpatia e il loro caratteristico aspetto sono molto amati in Islanda e ricercati dai turisti.

 

pulcinella di mare

A causa delle corte ali volano in modo goffo, giungendo anche a 400 battiti al minuto per mantenersi in quota, ma in mare sono agilissimi, tanto che gli antichi li ritenevano un incrocio tra un uccello e un pesce.

Black Beach

Da li è possibile visitare Vik dove a breve distanza dalla riva si trovano i faraglioni di Reynisdrangar. Gli scogli di roccia basaltica rappresentano i resti di una costa una volta di più ampia, erosa nel tempo dall’Atlantico che è particolarmente aggressivo in quest’area.
Una curiosità: Secondo la leggenda, invece, due giganti avevano tentato di portare a riva una nave a tre alberi, ma l’alba li raggiunse prima che potessero mettersi al sicuro in montagna, trasformando entrambi i giganti e la nave in pietra.
I faraglioni sono chiamati individualmente come Skessudrangur, Langhamar e Landdrangur.

faraglioni di Reynisdrangar

Se però volete un consiglio, non andate a Vik e basta, prima di Vik andate al Black Beach Restaurant, dove potrete mangiare con una vista da favola e vedervi, sua i faraglioni che la scogliera di Dyrhólaeyjarviti  stando sulla spiaggia nera.

 

Ristorante sul mare alla Black Beach

La sera abbiamo dormito al Icelandair Hotel Klaustur a Kirkjubæjarklaustur.
Prima di andare in Hotel ci fermiamo a Fjaðrárgljúfur un canyon nella parte sud-orientale dell’Islanda, profondo 100 m e lungo circa 2 km, che è a due passi dall’hotel.

Fjaðrárgljúfur

4° Giorno

Questo giorno è forse stato uno dei più emozionanti. Dopo aver fatto un salto al Parco nazionale Skaftafell, ma pioveva e quindi l’abbiamo visto molto velocemente, siamo fuggiti verso un sogno: gli iceberg a Jökulsárlón.
Il posto è spaziale, Jökulsárlón è il più grande e più conosciuto lago di origine glaciale dell’Islanda. Situato a sud del ghiacciaio Vatnajökull, tra il Parco nazionale Skaftafell e la città di Höfn, apparve per la prima volta tra il 1934 e il 1935 e dal 1975 crebbe dai 7,9 km² agli attuali 18 km² di superficie, a causa dello scioglimento accelerato dei ghiacciai islandesi. Possiede una profondità massima di 260 m, il che lo rende il lago più profondo d’Islanda.

 Jökulsárlón
 Jökulsárlón

Una delle sue caratteristiche più sorprendenti è la presenza di numerosi iceberg che derivano dalla lingua del ghiacciaio del Breiðamerkurjökull. Vicino al Jokulsarlon, si trovono altri due laghi glaciali, il Fjallsárlón e il Breiðárlón.
I blocchi di ghiaccio che cadono dal fronte del ghiacciaio Vatnajökull, in particolare dalla parte chiamata Breidamerkurjokull, derivano in un lago azzurro nel quale galleggiano anche per 4/5 anni enormi iceberg che piano piano finiscono nel mare a 2 passi dal lago, praticamente la Ring Road, (ovvero la strada n°1 che fa il giro completo dell’isola) divide il lago dal mare.. I colori di questi piccoli iceberg vanno dal turchese al blu profondo, ma anche giallo a causa del solfuro di origine vulcanica, nero per colpa delle cenere, e ovviamente bianco, in diverse tonalità.

Attraversando infatti la strada ci troviamo su di una spiaggia di sabbia nera e su di essa spiaggiati,  enormi blocchi di ghiaccio con forme bellissime, levigati dal mare e talmente puri che puoi vedere a traverso di loro. Questo spettacolo è unico, finché uno non lo vede dal vivo è da non crederci.

 

Da li siamo partiti per Hofn, un piccolo paesino graziosissimo famoso soprattutto per la Lobster (Aragosta) che qua il nome è stranamente dato ad un gamberone di mare.
Li abbiamo trovato un locale (Humarhöfnin Veitingahús) molto carino che cucinava i lobster in maniera DIVINA!
Apriamo una piccola parentesi sui costi, l’Islanda è cara, molto cara su tante cose, cibo e alloggi in particolare, ma quando siamo la, difronte a tale spettacolo della natura, vento, pioggia e costi elevati passano in ultimo piano.

La sera per dormire avevamo prenotato l’hotel Puffin Hotel sul fiordo Eskifjordur (se anche voi volete alloggiare su questo fiordo NON date retta al navigatore, ma seguite sempre la lungo mare, altrimenti vi farà fare 60 km di Off-Road com’è successo a noi!!!!

In questo fiordo c’è un ristorante che merita anche solo andarlo a vedere, una casa di pescatori lasciata intatta come una volta e trasformata in un piccolo ristorante, buonissimo!
Non si trova facilmente, perchè da fuori è una normalissima casa come tante, questa è la foto del fuori da Street view il nome è Randulf’s Sea-House.

 

ATTENZIONE CHE IN ISLANDA NEI PICCOLI PAESI ALLE 21:00 I RISTORANTI CHIUDONO!!!

5° Giorno

 

 fumarole di Hevir
 fumarole di Hevir

Di buona mattina si parte per Myvatn un lago nel nord ricco tantissime varietà di uccelli, intorno al lago ci sono sei posti INCREDIBILI a partire dalle fumarole di Hevir che tutto il giorno fumano e brontolano,  sbuffando vapori di acqua e zolfo, un puzzo di uovo marcio aleggia in aria per km…

Poi ci dirigiamo verso Krafla a vedere due vulcani “al momento” spenti, con crateri enormi dove all’interno oramai invece che lava hanno un lago.
Sempre sulla cima del vulcano c’è una centrale geotermica che da due enormi camini dai quali fuoriuscire vapore talmente a velocità elevata che sembrava un reattore di un jet.

Krafla

 

 

Krafla

 

Krafla

 

 

Krafla

 

Goðafoss

La sera siamo andati a dormire in Hotel & Guesthouse Raudaskrida in provincia di Husavik (consigliatissimo), posate le valigie abbiamo saputo che li vicino c’era un’altra cascata famosa a solo 20km, quindi abbiamo ripreso l’auto ed approfittato che c’è luce fino alle 22 e siamo andati a vedere: Goðafoss
Il nome di questa cascata deriva da una leggenda secondo la quale, nell’anno 999 o 1000, il Lögsögumaður Þorgeir Ljósvetningagoði fece del Cristianesimo la religione ufficiale dell’Islanda. Dopo questa conversione si dice che – tornando dall’ Alþingi – Þorgeirr gettò le sue statue degli dèi nordici nella cascata. La storia di Þorgeirr è conservata nell’opera di Ari Þorgilsson Íslendingabók.
Una vetrata della chiesa di Akureyri (Akureyrarkirkja) ricorda questa leggenda.

Probabilmente il nome “cascata degli dei” era già usato antecedentemente, si narra infatti che gli antichi abitanti dell’Islanda la considerassero sacra poiché nei tre getti principali vedevano rappresentata la sacra triade: Odino, Thor e Freyr.

La sera in hotel avevano annunciato la prima Aurora Boreale del mese di Agosto, ma ha fatto “cilecca” e non si è fatta vedere, sicuramente anche a causa del cielo non perfettamente buio che abbiamo a metà di Agosto, per vederla bene è importante un cielo buio.

6° Giorno

Appena svegli ci siamo lanciati a Husavik a fare Whale Watching (che gentilmente ci aveva prenotato la signora della Guesthouse) e ci siamo visti un bel pò di Balene Azzurre (veri giganti del mare) che sbuffavano quanto si affacciavano dal mare… peccato non c’hanno deliziato con i loro salti.

Balena

Poi nel pomeriggio dopo una sosta a pranzo sul porto di Husavik, siamo andati a Dettifoss e Selfoss due cascate consecutive sul solito fiume, una sopra l’altra ed una più bella dell’altra.

 Dettifoss

 

Selfoss

Anche qua attenzione la strada per arrivarci è la 862 e la 864, la consigliata è la 862 anche se molto sterrata, ma con l’ultimo ed il primo tratto asfaltati, da questa arriviamo dal lato giusto della cascata.

La sera abbiamo dormito all’hotel Apotek a Akureyri dove ad accoglierci c’era una ragazza simpaticissima e super pazza.
C’ha consigliato un ristorante “Hamborgarafabrikkan” che dobbiamo dire meritava davvero, dopo piccola passeggiata in centro per digerire il mega hamburger e poi nanna.

7° Giorno

Questo giorno è stato il tragitto più lungo di tutta la vacanza,  da Akureyri a Reykjavik,  per spezzare il viaggio siamo andati a vedere le foche a Hvammstagi, percorrendo la costa verso nord su di una strada sterrata, ma tenuta molto bene, vi sono 3 posti (segnalati) per vedere le foche. Ci sono alcuni momenti della giornata  (nella bassa marea) in cui si adagiano sui sassi quasi per farsi fotografare e prendere il sole.

Foche al sole

Sono molto dolci, cicciottelle e tenerissime.
Dovrebbero esserci di diverse specie, ma noi (visto che erano a 20mt) credo di averne viste solo una specie.

8° Giorno

Reykjavik, capitale dell’Islanda, che mischia i sapori moderni a quelli dei primi del 900.

 

Reykjavik

 

Reykjavik
Reykjavik
Reykjavik

 

Reykjavik

Città pazza, con una cattedrale unica nel suo genere, la via degli artisti ha un negozio che merita la visita,  un fotografo che ha fotografato mezza Islanda e spesso con foto piene di ironia il nome del negozio si chiama “Fotografi” e si vede benissimo a 500mt dalla basilica sulla via Skólavörðustígur.

Doveroso anche solo per una visita da fuori la famosa Blue Lagoon,  uno stabilimento termale molto suggestivo.
La Laguna Blu (Blaa lónið in lingua islandese) è un’area geotermale con una piscina termale che rappresenta una delle attrazioni turistiche più visitate dell’Islanda. Il centro benessere si trova sulla penisola Reykjanes nei pressi di Grindavík, a circa 39 km dalla capitale Reykjavík

La laguna è alimentata dalla produzione di acqua del vicino impianto geotermico di Svartsengi, con un tempo di rinnovo di 2 giorni. La temperatura dell’acqua della piscina all’aperto è di circa 37-39 °C. Le acque calde sono ricche di minerali come il silicio e lo zolfo, per cui il bagno nella Laguna Blu è considerato utile per la cura di malattie della pelle.

Blue Lagoon

 

Blue Lagoon

 

Blue Lagoon

 

Blue Lagoon

Scattate le Ultime foto, purtroppo siamo dovuti fuggire a posare l’auto e salutare questa terra che c’ha regalato mille emozioni  che porteremo nel cuore per la vita.

Alcuni piccoli consigli sull’Islanda:


– Se potete noleggiate un piccolo fuoristrada come il Jimmy,  in Islanda per le strade tanto non si “corre”, ma è invece facile imbattersi in strade sterrate che con un piccolo fuoristrada avrete meno problemi a percorrere.


– Fate sempre il pieno nel serbatoio, spesso si percorrono tanti km nel nulla più totale è rimanere a secco non sarebbe bello.


– Attenti alle pecore, si proprio quelle, bianche e nere che vi accompagneranno per tutto il viaggio, infatti a marzo i pastori le lasciano andare libere per l’isola per poi a ottobre riprendersele. Questi animali sono per istinto animali da gruppo, e quando si spaventano tendono a scappare verso il gregge. Quindi una regoletta è pecore a destra o a sinistra occhio, pecore a destra e sinistra attenzione,  rallentare e stare molto in guardia.


– In Islanda il tempo come già detto cambia ogni 5 minuti quindi portare vestiario x pioggia e vento, meglio se giacca e pantaloni impermeabili da indossare al bisogno,  lasciate a casa gli ombrelli sarebbero inutili dal forte vento.


– In agosto la temperatura non è freddissima, si va dai 7°C ai 15°C vestitevi a “cipolla”  (a strati).


– I negozi hanno orari strani spesso aprono la mattina verso 10 e chiudono presto la sera, verso le 18. Anche i ristoranti non sono come i nostri e spesso verso le 21:30 (specie nelle piccole cittadine) chiudono la cucina.


– Portarsi dietro sempre un pò di biscotti ed un pò d’acqua in modo da sgranocchiare qualche cosa lungo i tragitti.Un Saluto
Toscani Viaggiatori
Seguici anche su Facebook

 

Potrebbe interessarti anche...


3 Comments

  • Ornella

    10 dicembre 2016

    Bellissimo reportage! Potrei contattarvi per qualche consiglio?

    Reply
  • Daniele

    10 agosto 2017

    Davvero un ottimo spunto anche per un nostro viaggio della stessa durata e che però sarà tra ottobre e novembre. Per questo vorrei chiedervi se secondo voi è fattibile allo stesso modo anche in quel periodo.

    Reply

Lascia un commento