OAHU: THE GATHERING PLACE, il nostro primo viaggio alle Hawaii 

Salve Viaggiatori, é rientrata da pochi giorni la nostra collaboratrice Francesca Ivaldi e subito ha voluto farci partecipe del suo ultimo viaggio nella terra del Surf e dei Vulcani: le Hawaii
Per il nostro primo viaggio alle Hawaii abbiamo scelto di visitare la sola Oahu, conosciuta come Gathering Place (il punto d’incontro), la terza isola per grandezza dell’arcipelago, 70 Km di lunghezza, 48 di larghezza e ben 180 Km di costa.

22 Maggio
Arrivo ad Honolulu dopo un lungo viaggio di ben 23 ore. Già solo il nome della città evoca immagini di spiagge tropicali, mari incontaminati e profumo di fiori, insomma il mito dei Mari del Sud. Noi abbiamo scelto come base per la nostra esplorazione dell’Isola una casa a pochi minuti dalla spiaggia di Waimanalo.


Rapida cena take-away e nanna presto.

23 Maggio
Grazie al jat-lag abbiamo potuto godere del sorgere del sole sulla spiaggia: descrivere questo primo impatto con l’isola è semplicemente impossibile. Eravamo su una spiaggia lunghissima (circa 7 km) in compagnia di poche persone e qualche cane nel silenzio assoluto a godere di uno degli spettacoli più incredibile che la natura possa offrire: l’alba sul mare.

La nostra avventura inizia dalla Windward Coast (la costa sopravento). Da Waimanalo ci siamo diretti a Nord verso Kailua e Lanikai con le loro bellissime spiagge ( e le ville da milioni di dollari). Sempre seguendo la strada costiera si arriva a Koolay una località di verdi e scoscese scogliere ai piedi delle Koolan Mountain. Da qui ci si dirige verso Haiku dove si trova il Byodo-Inn Temple: situato all’interno della Valley of Temples Memorial Park si tratta della riproduzione in scala ridotta di un tempio buddista (non è un luogo di culto religioso attivo) circondato da laghetti in cui nuotano le carpe. Il sito è un luogo di pace e meditazione, circondato da ettari di colline adibite a cimiteri per tutte le maggiori religioni.
(costo del biglietto: 3 dollari).

Seguendo nel nostro viaggio abbiamo raggiunto Kaaawa, una piccola comunità con una spiaggia meravigliosa.


Qui si trova il Kualoa Ranch: si tratta un grande ranch che ha fatto da sfondo a film come Jurassic park, Jurassic World, Godzilla e serie TV com Lost e Hawaii Five-O. Qui è possibile organizzare praticamente ogni genere di attività: passeggiate in quad, a cavallo, il Jurassic Valley Zipline Tour ed v i tour in macchina che conducono sui set dei film. Sicuramente un’attrazione per turisti, ma noi non abbiamo saputo resistere ed abbiamo optato per il Jurassic Jungle Expedition Tpour (costo: 45.95 dollari a testa; durata: 90 minuti).Non siamo grandi appassionati di questo genere di film ma la vista della costa da alcuni dei lookout e della foresta pluviale meritano una visita.


Sempre verso Nord siamo giunti a Laie, una piccola cittadina in cui si trova il primo tempio mormone al di fuori degli Stati Uniti Continentali. Da qui una strada conduce sulla spiaggia per ammirare un arco di lava naturale.


A questo punto si era fatto pomeriggio inoltrato per cui abbiamo scelto di rientrare alla base.

24 Maggio
Il programma della giornata prevede l’esplorazione di Honolulu. Si tratta di una città in cui i vari elementi, alberi, fiori, acqua e palazzi si fondono perfettamente.

Siamo partiti dal Missiom Houses Museum ed abbiamo seguito l’itinerario proposto dalla nostra guida della National Geographic (circa 1.5 Km, 2 ore di passeggiata) a cui abbiamo aggiunto una rapida escursione a Chinatown (qui non perdetevi il Maunakea Market Place: abbiamo potuto vedere tipi di frutta e verdura che mai avevamo visto prima!). Per un rapido spuntino vi consiglio di fermarvi qui nei loro ristorantini.

Merita una sosta veloce l’Aloha Tower, solo per la possibilità di salire in cima ed ammirare la vista sul porto e sulla città.

Nel pomeriggio abbiamo scelto di fare una delle cose che, a nostro avviso, non si possono saltare: un giro in elicottero di 1 ora sull’isola. Ed abbiamo scoperto un mondo a parte: quando si raggiungono le Hawaii per la prima volta (come nel nostro caso) la prima cosa a colpire sono le spiagge ma grazie al giro in elicottero abbiamo potuto ammirare tutta la potenza di una natura incontaminata all’interno dell’isola. Il centro di Oahu è occupato da montagne perennemente avvolte nella nebbia solcate da cascate inimmaginabili, il tutto ricoperto dalla foresta pluviale. Si rimane senza fiato di fronte a questo spettacolo e si capisce che le Hawaii sono molto altro rispetto all’immagine di spiagge assolate da cartolina.

25 Maggio
Alla scoperta di Diamond Head State Monument. Il percorso a piedi inizia dal parcheggio subito dopo la galleria ma, ameno che no arriviate all’alba, non troverete posto per cui vi consiglio di parcheggiare al primo parcheggio prima della galleria e di proseguire a piedi (costo del biglietto in macchina: 5 dollari; costo del biglietto a piedi: 1 dollaro a testa). La strada che porta in cima è abbastanza lunga e soprattutto in decisa salita per cui: il primo tratto è uno sterrato a cui seguono 74 scalini per arrivare ad una seconda scala di 100 gradini (molto ripida) che porta ad una galleria (qui è utile avere una pila), una volta arrivati in cima non crediate che sia finita perché altri circa 40 gradini vi separano dalla tanto agognata meta. Da lassù la vista è semplicemente impagabile e ci si dimentica in fretta della fatica fatta per salire! Preparatevi a fare centinai di foto: della costa, di Honolulu, di qualsiasi cosa.

Per riprenderci dalle fatiche della salita noi abbiamo scelto di rilassarci sulla spiaggia di waimanalo (perfetta per passeggiare e giocare con le onde: si tratta di una delle spiagge in cui si può fare il bagno in tranquillità per via della mancanza di correnti pericolose).
Alla sera abbiamo scelto di assistere ad uno spettacolo di Hula: ‘Aha ‘Aina al Royal Hawaiian Luau. Si tratta di uno spettacolo francamente organizzato per turisti ma che permette di avere almeno una vaga idea di quelle che dovevano essere la antiche tradizioni dei popoli hawaiiani, il tutto sulla spiaggia di Waikiki con il tramonto a fare da sfondo.

26 Maggio
Destinazione: Pearl Harbour.


Qui esistono varie tipologie di biglietti, noi avevamo prenotato prima di partire il Biglietto Passport (costo: 65 dollari a testa) che permette l’ingresso a tutte la “attrazioni”. Il parco apre alle 7 e preparatevi ad una lunga coda per entrare e poi a diverse code secondarie per i vari siti. Come prima tappa abbiamo scelto l’ USS Arizona Memorial: grazie all’audio-guida si possono sentire , non solo la storia del memoriale, ma soprattutto le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona per drammatico giorno del 1941.


Non è consentito scattare fotografie da quando si scende dal battello che porta all’Arizona a quando si entra nel monumento stesso dopo di che si può fotografare tutto). Non si può che rimanere in silenzio di fronte a quella che è, a tutti gli effetti, la tomba di ancora circa 900 marinai e soldati uccisi e rimasti imprigionati dentro la nave dall’attacco giapponese di quel giorno. Il relitto della nave affondata è diventato una sorta di reef per tutta una flora e fauna marina.


Rientrati sulla terra ferma abbiamo visitato il Road to war Museum ed il Attack Museum: anche qui le testimonianza dei superstiti sono state forse la parte più toccante dell’intera visita. Da questa zona ci si sposta per andare a visitare:
Battleship Missouri Memorial: si tratta di una visita all’interno della Mighty Mo (purtroppo è in parte in restauro) per capire come si viveva all’interno di una nave da guerra;


USS Bowfin Museum: da non perdere l’occasione di visitare l’interno di un sottomarino militare;

Pacific Aviation Museum: nel museo dell’aviazione è possibile ammirare diversi modelli di vecchi aerei ed elicotteri;


La visita a Pearl Harbor richiede circa 6 ore.
Per le rimanenti ore del pomeriggio abbiamo scelto di dare un’occhiata a Waikiki. Che dire? Un susseguirsi di alberghi (meglio sorvolare sull’architettura esterna) e di negozi . Sicuramente la vedere perché Honolulu è anche questo, ma sicuramente distante anni luce da quella che si può considerare la vera anima delle Hawaii.

27 Maggio
Alla scoperta del North Shore, la costa settentrionale dell’isola. Questa è la patria del surf, soprattutto in inverno, quando onde alte come palazzi si infrangono sulle spiagge e la zona ospita alcune delle più importanti competizioni a livello mondiale.


Da Waimanalo Beach ci siamo diretti a nord verso la prima tappa del nostro giro: Turtle Bay. Si tratta di un tratto di costa in cui è facile incontrare le tartarughe (noi purtroppo non abbiamo avuto questa fortuna!. Qui si trovano alcuni degli alberghi più famosi della zona. La spiaggia in cui è più facilmente possibile avvistare le tartarughe pare essere quella di fronte all’Hotel Hilton ma in realtà è piccola e decisamente affollata; poco prima si trova una spiaggia più isolata perfetta per godere della pace e della tranquillità.


Proseguendo sulla strada costiera si raggiungono Sunset Beach e la Banzai Pipeline, la famosa spiaggia delle onde “a tubo” in inverno: qui non ci si può non fermare ad ammirare le decine di persone che fanno surf! Poco dopo si trova il PupuKea Beach Park: sono delle vaste piscine protette ideali per lo snorkeling (in inverno vengono completamente sommerse dal mare).
Da qui ci dirigiamo verso Waimea: fu il più grande centro religioso delle Hawaii. Qui si trova un parco di due ettari con un tempio in cui venivano compiuti sacrifici umani. Questa zona ha rischiato, in passato, di essere distrutta da uno sviluppo edilizio selvaggio, rischio scampato grazie all’intervento della popolazione locale che è riuscita a rendere la zona un parco protetto, il Waimea Valley. Qui diversi sentieri seguono un ruscello fino a raggiungere una cascata con un salto di 16 metri nel sottostante laghetto, dove è possibile nuotare (con l’obbligo di indossare un giubbotto salvagente): portatevi il costume e buon divertimento!


Lungo i sentieri del parco, inoltre, è possibile osservare diversi piante e fiori particolari e i Kauhale, le tradizionali abitazioni hawaiiane.


(costo: 16 dollari a testa)
Da qui si prosegue verso Haleiwa, una graziosa cittadina piena di ristoranti e boutique. Nella zona si trova anche una delle piantagioni di ananas più grandi dell’isola, la Dole Pineapple Plantation: purtroppo il trenino che porta in giro per la piantagione chiude alle 17 e noi non siamo riusciti ad arrivare in tempo. E’ valsa comunque la pena di andare di andare anche solo per vedere da fuori uno dei più grandi labirinti al mondo.

28 Maggio
Giornata dedicata al riposo. Abbiamo deciso di vedere la famosa spiaggia di Waikiki. Si tratta di una serie di spiagge legata l’una all’altra fino a raggiungere Diamond Head. Come in tutte le isole, le spiagge sono tutte aperte al pubblico. E’ possibile affittare sdrai ed ombrelloni dai vari alberghi sulla spiaggia (come anche tutta una serie di attrezzature per sport acquatici). La spiaggia è decisamente lunga ma in alcuni tratti abbastanza stretta e decisamente affollata.

Per la serata avevamo deciso di cercare un punto per ammirare il tramonto ed abbiamo scelto: il Puu Ualakaa State Park, situato sul Monte Tantalus: è un parco bellissimo perfetto per ammirare il tramonto con una spettacolare vista sulla città di Honolulu fino a Diamond Head. Il parco chiude alle 19.45 e il parcheggio per il lookout è minuscolo, così come il belvedere, per cui cercate di arrivare in anticipo per posizionare il cavalletto e godervi lo spettacolo.

29 Maggio
Destinazione: Hanauma Bay.
Qui 6000 anni fa una parete del cratere di Koko Head si ruppe, l’oceano inondò il cratere e formo un acquario naturale. Questa zona è ora un parco protetto. In estate è aperto dalle 6 alle 19 (in inverno fino alle 18), ma quando il parcheggio si riempie il parco chiude l’accesso. Ricordatevi che il parco è sempre chiuso il martedì. E’ possibile affittare tutta l’attrezzatura per lo snorkeling ed anche delle piccole cassette di sicurezza. Noi siamo arrivati prima delle 7 ed abbiamo avuto ancora la possibilità di fare snorkeling con diversi pesci tropicali, dopo di che la spiaggia si riempie ed i pesci ovviamente spariscono. Purtroppo le centinaia di turisti poco rispettosi che affollano ogni giorno questo parco hanno fatto si che i coralli siano quasi completamente morti.

Verso le 10 la piccola spiaggia era decisamente troppo affollata per i nostri gusti per cui abbiamo deciso di dirigergi altrove.
Siamo andati a vedere l’ Halona Blowhole: si tratta di una minuscola spiaggia (Halona Beach Cove) raggiungibile scendendo degli scalini decisamente ripidi (sconsigliato farlo in inverno) in cui quando ci sono le giuste onde, si formano getti d’acqua che possono raggiungere anche i 30 piedi.

Dal lookout soprastante si può ammirare tutta la maestosa costa sud-est. Sempre nella zona da non perdere sono:
Sandy Beach: una lunga spiaggia battuta da onde giganti e considerata una delle più pericolose dell’isola per via delle fortissime correnti.

Makapuu Point: si tratta di uno sperone di lava nera che si protende sul mare, sulla cui sommità si trova un afro bianco. La strada per raggiungere la cima parte da un parcheggio ed è di circa 2 km. Dalla sommità la vista è stupenda e comprende anche due isole al largo: Manana e Kaohikaipu.

Consigli
Pearl Harbour
il biglietto “Passport” comprende l’accesso a tutte le attrazioni ma solo circa 1300 persone al giorno possono raggiungere la USS Arizona per cui dopo essere entrati vi consiglio di dirigervi subito verso la zona di accesso al Memoriale per prendere i biglietti (su cui si trova anche l’orario in cui potrete accedere);
l’audio-guida è estremamente utile ed è l’unica disponibile anche in italiano;
dentro il sito non è permesso portare nulla di più grande di un portafoglio per cui o si lascia lo zaino in macchina oppure poco prima dell’ingresso bisogna fare un’altra coda per posarlo nelle loro cassette di sicurezza;
il parco apre alle 7 ma vi consiglio di arrivare un po’ prima perché le code per entrare possono essere anche abbastanza lunghe;
Waikiki
se vi piacciono la confusione, le spiagge un po’ affollate ed i grandi complessi alberghieri, allora è questa la zona che fa per voi; se cercate il vero spirito di queste isole, la pace ed il silenzio dedicate a questa zona una visita ma optate per una sistemazione altrove;
Waimanalo
è un piccolo villaggio ancora decisamente a dimensione familiare in cui al mattino presto troverete poche persone sedute in spiaggia ad ammirare il sorgere del sole e nel pomeriggio inoltrato vedrete i bambini giocare scalzi per strada con le porte di tutte le case aperte. A mio parere è la base perfetta per esplorare l’isola: comoda per tutte le zone ed allo stesso tempo posizionata su una delle spiagge più lunghe e belle dell’isola.

Spiagge
avendo ben 180 Km di costa non avrete che l’imbarazzo della scelta però fate estremamente attenzione ai cartelli che si trovano all’ingresso delle spiagge. In molte spiagge non è consentito fare il bagno per via delle forti correnti (Sandy Beach ne è l’esempio migliore).

Diamond Head
il sentiero che porta alla cima è di “soli” 2 Km ma è, a tratti, abbastanza impegnativo ed è tutto esposto al sole. Sia per questo motivo, sia per via del piccolo parcheggio che si troiva in alto vi consiglio di andare presto al mattino e con una buona scorta di acqua. Lo stesso discorso vale per Makapuu Point.
Cibo
Lungo tutto il North Shore non potrete non vedere i numerosi furgoncini che vendono gamberetti: fermatevi e assaggiateli! Un discorso simile vale per i banchetti che vendono frutta fresca già pulita e tagliata: qui abbiamo mangiato il miglior ananas della nostra vita.

Alla prossima avventura! Aloha!!!!!!

Un Abbraccio,
Toscani Viaggiatori
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