Polinesia Francese, un sogno diventato realtà

Polinesia Francese, un sogno diventato realtà

Salve Viaggiatori, prima di raccontarvi il mio viaggio in Polinesia Francese devo fare una premessa. Probabilmente imparerete con il tempo, attraverso i miei “diari di viaggio” a conoscermi, ma ora non sapete molto di me. Ecco io non sono tipo da spiaggia. Ho sempre pensato che le ore spese sdraiata sulla sabbia (o sul lettino) siano praticamente ore perse. E con questo non voglio giudicare chi invece ama questo tipo di viaggio, è solo un gusto puramente personale.

Detto questo vi chiederete come mai sono finita in Polinesia Francese… Ci sono finita in viaggio di nozze. Mio marito è l’opposto di me, lui il relax lo concepisce solo sotto il solleone, e il viaggio di nozze doveva necessariamente accontentare entrambi (mi sembra giusto). Qualcuno doveva cedere e allora io, spirito gentile, dissi:”se vuoi andare al mare va bene (io avrei fatto la Route 66 in cabrio) ma il mare lo scelgo io senza se e senza ma!”, lo so sono un po’ dispotica 😉
Non ebbe il coraggio di dire di no e allora… Polinesia Francese. Avevo visto le foto di una mia amica che alcuni anni prima aveva fatto la stessa scelta di luna di miele ed ero rimasta affascinata da quei colori, che ho scoperto ancora più incantevoli dal vivo.

Polinesia Francese: un sogno per molti…

Un paio di anni fa è uscito al cinema un cartone animato, Oceania, che da un assaggio di quello che si può trovare in Polinesia (Francese non lo ripeto più ormai lo avete capito che è lì che sono andata). Isole verdi, spiagge bianchissime (o nerissime), acqua cristallina, pesci di ogni tipo e colore, e poi squali, delfini, tartarughe, mante e gechi, tanti gechi. In pratica un paradiso terrestre. Ecco questa è la Polinesia, un agglomerato di isole (118) divise in 5 arcipelaghi differenti tra loro. Io vi parlerò di due isole, le uniche che ho avuto la possibilità di visitare (per tempo e costi): Bora Bora e Moorea.

Polinesia Francese: Papeete

La mia avventura non è iniziata da Bora Bora: dopo uno scalo lungo a Los Angeles (due notti), siamo giunti a Papeete dove abbiamo pernottato vista la tarda ora (era tutto pianificato). La mattina dopo, una colazione a pochi passi da una spiaggia nerissima, e via verso l’aeroporto. A Papeete siamo poi tornati l’ultimo giorno. Avevamo a disposizione praticamente tutta la giornata, 10 ore di scalo prima di ripartire per Los Angeles, così abbiamo deciso di affidare le valigie al deposito bagagli dell’aeroporto e ci siamo diretti con un taxi in “centro”. Dunque che dire, se non siete costretti, come lo siamo stati noi, potete evitarvi il giro in città. La delusione è stata piuttosto grande, forse perché sento mio padre parlare di Papeete da quando sono bambina, è il suo “sogno irrealizzabile” e non sopporta ora sentirmi dire che non merita un tale viaggio se non finalizzato ad abbandonarla per raggiungere altri posti. Non dco che l’Isola di Tahiti sia brutta, ci mancherebbe, mi limito a questa cittadina. Facendo un passo indietro, però, se vi trovate in giro vi dico che in molti parlano del mercato, non l’ho trovato così affascinante, ma almeno abbiamo passato un po’ di tempo. Una piccola chiesa e una piazza sul mare, una sorta di terrazza, che la sera si popola di banchetti di ogni tipo di pietanza. Peccato che il nostro volo ci chiamasse e quindi non abbiamo avuto la possibilità di godercela al meglio.

Papeete
Papeete

Polinesia Francese: Bora Bora

Il vero “sogno polinesiano” per noi è iniziato la mattina seguente al nostro arrivo: un breve volo ed ecco che davanti a noi si è aperto il paradiso. La barca del nostro hotel ci aspettava (servizio riservato alle lune di miele) per portarci via mare al nostro bungalow.
Bora Bora è spesso definita la “perla del Pacifico” e una volta visitata si capisce perché.
Il benvenuto in Polinesia vi farà sentire davvero coccolati, ad ogni scalo aeroportuale riceverete una collana di fiori e all’arrivo in hotel non mancherà un cocktail, così giusto per farvi sentire a casa. Il nostro bungalow a due passi (ma proprio due di numero) dalla spiaggia era accogliente, perfetto sotto ogni aspetto. Ma all’arrivo abbiamo dato solo uno sguardo rapidissimo, volevamo raggiungere il mare e fare un tuffo in quelle acque dai colori indescrivibili a parole. La spiaggia dell’hotel non era niente di eccezionale, il mare e la piscina sì, ma a poche centinaia di metri da lì abbiamo scoperto una delle spiagge più ricercate dell’isola, la Matira Beach: lunghissima, quasi a perdita d’occhio, bianchissima, quasi da far male agli occhi, e un mare che difficilmente troverete altrove. Le foto non rendono giustizia a tanta bellezza ve lo assicuro.
Come vi ho detto Bora Bora è per molti la “perla” e lo si capisce dai prezzi. Tutto è molto più caro che sulle altre isole. Quindi calcolate bene dove fare le escursioni. Noi, ad esempio, abbiamo deciso di farle a Moorea, limitandoci ad affittare un motorino per qualche ora: 38 chilometri quadrati di isola si girano benissimo in poco tempo. Un giro che vale la pena di fare.

Bora Bora
Bora Bora

Polinesia Francese: Moorea

La nostra seconda ed ultima tappa è stata Moorea. Molti decidono, visitando le stesse isole, di soggiornarvi prima visto che è la più scelta per le escursioni, insomma dovrete pensare se preferite partire con il relax assoluto, come noi che volevamo ricaricare le batterie per prima cosa, p se invece volete prima “stancarvi” e poi riposarvi.
Detto questo il nostro hotel era uno dei più conosciuti, o per meglio dire lo era la sua spiaggia: il Sofitel. La troverete su ogni guida dell’isola. Una lunga spiaggia bianca contornata da palme ed un mare splendido, una parte è “libera, quindi potrete visitarla anche se soggiornate altrove.
Come vi ho anticipato per noi Moorea è stata l’isola delle escursioni, per la precisione due: una in 4×4 alla scoperta delle sue bellezze naturali ed una in catamarano per scoprirla dal mare. La prima ci ha consentito di conoscere molto anche della cultura polinesiana, del loro stile di vita, delle loro usanze e dei loro prodotti tipici, dagli ananas alla vaniglia. Grazie alla seconda invece ho avuto la possibilità di vedere i delfini liberi di nuotare intorno alla nostra imbarcazione, così come una tartaruga ed altri pesci multicolori. E per finire una bella nuotata in mezzo a squali (vegetariani) e mante (senza punta velenosa), un’emozione unica.
Inutile dire che questa isola, molto più grande di Bora Bora offra molto di più “da vedere” quindi ritagliatevi del tempo per scoprirla davvero.

Moorea
Moorea

Polinesia Francese: tutti i consigli

Fino a qui ho parlato di tutta la meraviglia che queste isole vi possono offrire, ma ovviamente ci sono anche i problemi, e qui si chiamano “budget”. La Polinesia Francese è cara: caro il volo, caro il soggiorno, cara la vita. Ecco perché per molti è meta di viaggio di nozze: l’abbandono all’oblio delle normali liste di piatti e bicchieri soppiantate da quelle in agenzia di viaggio (come nel nostro caso) consente di realizzare quello che per molti altrimenti resterebbe solo un sogno (noi compresi).
A difesa della Polinesia c’è da dire che per gli “honeymooners” ci sono molte agevolazioni, come ad esempio combinazioni di hotel su diverse isole che regalano sconti. Ovviamente dovrete testimoniare di essere novelli sposi, ma per la parte burocratica vi aiuterà la vostra agente di viaggio. Se invece vi affiderete al fai da te qualche ricerca online, magari direttamente sui siti dei vari hotel, vi aiuteranno a organizzare il tutto al meglio.

Quando sceglierete dove alloggiare fatevi consigliare sulle diverse opzioni. Ad esempio per quanto riguarda Bora Bora noi abbiamo scelto di non soggiornare su un motu ma proprio sull’isola, in modo anche di poterci muovere in libertà, ed abbiamo anche scelto una categoria inferiore rispetto a quanto selezionato per Moorea perché la “perla” è nettamente più cara.
Per quanto riguarda i bungalow noi avevamo scartato gli overwater preferendo spendere qualcosa in più per le escursioni e altre piccole cose, ma questo non vuol dire che siano una scelta sbagliata, dipende dal vostro budget e dalle vostre priorità. E infine calcolate non più di 4 notti ad isola, in modo da poterne vedere di più nel tempo a vostra disposizione.

Per le escursioni chiedete in hotel. Noi a Moorea ci siamo affidati a FranckyFranck, un giro divertente ed interessante, ve lo consiglio vivamente.

Per il volo noi abbiamo utilizzato la Air Tahiti Nui da Parigi a Papeete con scalo a Los Angeles (lungo all’andata e solo tecnico al ritorno), con coincidenza Alitalia/Air France da e per Milano.

Se siete amanti della vita notturna non scegliete la Polinesia: qui il ritmo di vita è totalmente diverso, a letto presto e sveglia prestissimo. Vi assicuro che vi abituerete a questi orari anche contro la vostra volontà.

Curiosità: la Polinesia è conosciuta anche per le sue perle nere. Ne troverete ovunque e di qualunque prezzo, un bel ricordo per le “signore” da portare a casa. Sempre per le signore, se avete intenzione di mettere su famiglia al vostro ritorno non perdete l’occasione di toccare una delle statue della fertilità che troverete in viaggio, dicono che funzionino… non so agli altri ma per me hanno funzionato veramente.
Polinesia Francese

Un Abbraccio,
Toscani Viaggiatori
Seguici anche su Facebook
Ci puoi trovare anche su LUCCA IN DIRETTA

Potrebbe interessarti anche...


Lascia un commento