Calci, tra storia, natura ed enogastronomia

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Salve viaggiatori, in questi giorni siamo stati invitati direttamente dal Direttore del Museo di Storia Naturale di Calci il Prof. Roberto Barbuti, all’evento “Due giorni con i Travel Blogger: a Calci tra artigianato, tradizioni, storia e natura”.

Abbiamo trascorso un bellissimo week-end in questo paese che si trova nella Val Graziosa a 10 km da Pisa e 20 km da Lucca, in una conca ricca di terrazzamenti e luogo di storia, natura ed enogastronomia.

Il nostro giro è iniziato con l’accoglienza del personale del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa nelle persone di Patrizia Scaglia e Silvia Battaglini (che saranno poi i nostri angeli per tutti e due i giorni) e del Sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti i quali ci hanno accolto presso una delle sale del Comune e ci hanno brevemente esposto le innumerevoli attività da fare a Calci, tra i quali spiccano ovviamente la Certosa Monumentale di Calci e il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, ma non sono da meno i percorsi di trekking e bike (Visitate il sito www.mappadeimontipisani.org) per concludere in bellezza con una degustazione di olii e vini del territorio, e tanti cibi della tradizione.

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Partiamo alla volta del Convento di Nicosia dove troviamo ad accoglierci, Sandro Bernardini, Martina Pizzi e Silvia Meneghini, dell’associazione Nicosia Nostra, e dopo un piacevole percorso a piedi tra gli uliveti arriviamo al Convento.

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Questa associazione, Nicosia Nostra, nasce nel 2004 con l’intento di tutelare e valorizzare il complesso di Nicosia lasciato al suo destino dai primi anni settanta quando anche gli ultimi frati se ne sono andati. Da più di settecento anni il convento di Nicosia domina la sottostante vallata. Nel corso della sua lunga esistenza ha vissuto periodi di splendore e potere, alternati a fasi di decadenza e miseria. Per centinaio di anni moltitudini di religiosi e non hanno calpestato i suoi pavimenti.

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L’associazione si pone come obiettivo il restauro e la valorizzazione di questo bene della comunità attraverso manifestazioni culturali e non solo tra le quali spiccano, l’abbraccio, il 10 Aprile 2016 – “Abbracciamo Nicosia”, più di 1200 persone si sono unite formando una catena umana che ha abbracciato il Convento S. Agostino di Nicosia. La festa delle “Le camelie del chiostro”, in primavera, in occasione della fioritura delle due secolari piante di camelia che crescono nel chiostro del convento. 
Per festeggiare insieme questa ricorrenza, ma anche per dare un segno visibile dello stato in cui versa il complesso conventuale, l’associazione Nicosia nostra promuove una giornata particolare. Come da tradizione non mancano l’esposizione delle camelie del territorio, le visite guidate, il pic-nic nell’oliveto del convento, le installazioni, i video, un concerto conclusivo all’aperto. Tutto questo per renderlo di nuovo protagonista del suo territorio come merita. Inoltre in chiesa viene allestito ogni anno “Il presepe che cresce”,  che ha questo nome perché ogni anno si aggiunge un personaggio scelto dal Vangelo o in base agli eventi e che fino all’apertura del presepe resta segreto, il presepe è interamente fatto a mano con personaggi in gesso, lavorato e pitturato e rivestiti con abiti veri dalle volontarie Bruna Lupetti e Libera Lupetti. 

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Tra l’altro di fronte al monastero c’è uno dei sentieri che i biker amano percorrere.

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Dato che il territorio è ricco di prodotti enogastronomici andiamo a pranzo alla Trattoria Il Barrino che si trova in centro a Calci dove ad accoglierci c’è Michele che ha preparato un vero banchetto della tradizione dei monaci:

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Pappa al Pomodoro, Scarpaccia con la cipolla e la Frittata delle 100 uova, il tutto accompagnato dai vini del territorio, della Fattoria San Vito che ci offre per l’occasione la loro etichetta CARTUSIA dedicata alla Certosa di Calci.

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Concludiamo il pranzo con una SUPER BOMBA, un Liquore della tradizione frati della Certosa di Calci su ricetta originale di Fra Gregorio, composto da un infuso di caffè, distillato di canna da zucchero, caramello, anice e liquirizia, il tutto scaldato a 50°!!!

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Nel pomeriggio non poteva mancare la visita alla la Certosa Monumentale di Calci e al Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa dove accompagnati dal Sig. Claudio andiamo a visitare questo imponente luogo, pensate che è la terza certosa d’Italia per dimensioni! 

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Fu per decisione dell’arcivescovo di Pisa Francesco Moricotti che il 30 maggio del 1366 venne fondata la Certosa, nella Val Graziosa di Calci.

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Il convento assunse in seguito un’importanza anche politica, in particolare dopo l’annessione dell’antico monastero benedettino dell’isola di Gorgona, avvenuta nel 1425. Nella seconda metà del XV secolo, artisti fiorentini si stabilirono a Pisa per assolvere a lavori dell’Opera del Duomo. Ma è soprattutto tra Seicento e Settecento che vengono compiuti i lavori più importanti.

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La visita del Museo Nazionale è un suggestivo viaggio nel mondo dei certosini, alla scoperta della vita solitaria che vi conducevano, fatta di rigore, meditazione e contemplazione, in ambienti che ancora oggi stupiscono per sfarzo, magnificenza e splendore dei decori. A cominciare dalla verde corte d’onore, proseguendo con la chiesa rivestita di appariscenti affreschi, le numerose cappelle per la celebrazione della messa individuale da parte dei padri,

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il monumentale chiostro grande,

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l’austera cella, il chiostro e la cappella del capitolo per le riunioni dei padri, il grande refettorio per i pranzi domenicali,

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la ricca foresteria per le visite del granduca e l’annesso chiostro su due livelli; infine, nel corpo di fabbrica staccato, l’antica spezieria per la produzione e vendita di medicinali.

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Meravigliosa anche l’antichissima Bibbia

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La Bibbia di Calci è un codice miniato pergamenaceo, composto di quattro volumi, conservato alla Certosa di Calci (dal 2013, prima si trovava nel Museo nazionale di San Matteo di Pisa). Il primo codice ha 185 carte, il secondo 205, il terzo 238 e il quarto 231. Tra le più antiche opere di ambito pisano pervenuteci, se ne conosce la data di esecuzione 1168, il committente (prebiter Gerardus) e i due autori: Magister Vivianus per la scrittura e Albertus (o Adalbertus) Volterranensis per la miniatura. Ciò ne fa, per antichità e per pregio, uno dei capisaldi della storia della miniatura italiana.

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Sempre nello stesso complesso è situato il famoso Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, che abbiamo apprezzato grazie al direttore Roberto Barbuti che con grande passione e cultura ci ha portato a visitare questo grande museo. Siamo partiti dalla esposizione temporanea “Dinosauri: predatori e prede”,

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per poi arrivare al più grande acquario d’acqua dolce d’Italia, dove ci siamo appassionati a sentire l’origine e la storia di questi, a volte stranissimi, pesci che lo abitano.

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La visita è proseguita nel settore dedicato agli animali con interessanti ed uniche rappresentazioni di Diorami,

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è possibile poi ammirare una vera e propria Camera delle Meraviglie (Wunderkammer) in stile seicentesco: vi sono raccolti, secondo il gusto e lo stile dell’epoca, naturalia (reperti dei tre regni della natura), curiosa (oggetti strani ed esotici) e artificialia (manufatti di luoghi ed epoche diverse). Tra questi reperti possiamo ammirare due splendide conchiglie lavorate in oro, una collana di denti di scimmia, una manina di corallo e il reperto più curioso: il cranio umano con applicato un ramo di corallo.

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A questo punto siamo arrivati alla parte a nostro avviso più imponente del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, ovvero alla sezione dedicata ai cetacei: La Galleria dei Cetacei, lunga oltre 100 metri, è stata ricavata dal fienile della Certosa e ospita la spettacolare collezione di scheletri di cetacei attuali, oltre a calchi di specie estinte e modelli a grandezza naturale. La collezione di scheletri di cetacei del Museo, tra le più importanti d’Europa, fu istituita da Sebastiano Richiardi durante la sua direzione (1871–1891), ma fonti scritte testimoniano la presenza di cetacei nel Museo già nel 1626. In totale la collezione del Museo conta 53 scheletri, di cui 19 esposti nella Galleria dei Cetacei.

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Grazie al direttore Roberto Barbuti abbiamo potuto visitare in anteprima anche una parte del museo ancora in allestimento che aprirà a breve, riguarderà la galleria degli ungulati. Si prevede di costruire nella galleria, lunga 60 metri, due serie di vetrine laterali lunghe quanto la galleria stessa.

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All’interno di queste vetrine, che renderanno disponibili 120 metri lineari di esposizione, saranno inseriti gli ungulati della collezione Barbero insieme agli ungulati del museo, per buona parte rappresentati da esemplari storici.

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Questa prima galleria dovrebbe essere inaugurata a breve. Giorgio Barbero era un grande appassionato di animali e nel corso di circa quarant’anni ha girato il mondo collezionando pelli di animali che, spedite in Italia, venivano preparate in tassidermia. La tassidermia è la tecnica che ricostruisce un animale in atteggiamento naturale cucendo la sua pelle su un manichino di polistirolo o di resina. La collezione è una delle più importanti in assoluto e conta più di 550 animali. La maggior parte sono mammiferi, ma della collezione fa parte un gran numero di uccelli e di pesci. Il museo della Certosa dovrà ristrutturarsi ampiamente per poter esporre i nuovi esemplari.  Sono previsti il recupero di un altro locale per una grande vetrina che possa accogliere i numerosi diorami (scene naturali realizzate con animali in tassidermia) e il recupero di un altro grande ambiente per vetrine dedicate agli orsi. Gli orsi hanno suscitato sempre un grande fascino sulle persone ed in particolare sui bambini. La vetrina di diorami e quella degli orsi dovrebbero essere inaugurate nel corso del 2018.

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Un’ultima visita allo spazio che ospita il famoso presepe storico animato Meucci. Non si tratta, in realtà, di un presepe unico, ma del risultato della fusione di tre presepi diversi, creati interamente a mano nel corso di quattordici anni di lavoro, dal 1948 al 1962: un risultato che dà conto di una maestria e di una dedizione (è il caso di dirlo) certosina. A realizzarlo sono stati da due artigiani calcesani che, pur non imparentati tra di loro, portavano entrambi il cognome di Meucci. Tutti e tre i presepi sono composti da diverse decine di personaggi, di cui parecchi in movimento.

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Data la giornata impegnativa siamo andati prima di cena nelle strutture che ci avrebbero accolto per la notte, La casa di Alberto e l’Agriturismo Al Palazzaccio, dove abbiamo soggiornato noi, una casa colonica del ‘700, immersa nel verde, offre soggiorno in due appartamenti ed una camera matrimoniale con bagno, piacevolmente arredati in stile toscano. 

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Ma la giornata non è ancora finita, e quindi ci ritroviamo con le disponibilissime Patrizia e Silvia di nuovo alla Certosa Monumentale di Calci per una serata all’insegna della musica con “SE UNA SERA UN PELLEGRINO…”, Musica e canti dell’anno Mille a cura dell’associazione culturale Chi vuol esser lieto sia.

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Il tutto accompagnato da un gustoso buffet (anche questo di prodotti e vini tipici).

La domenica mattina ci avviamo a salutare la titolare Cristiana Ruschi dell’Agriturismo “Al Palazzaccio” questo accogliente B&B che ci ha coccolato, non prima di aver gustato un’ottima colazione in un ambiente caldo e pieno di attenzioni, con cappuccino, dolcetti vari e succo d’uva, per non dimenticare le marmellate fatte in casa che abbiamo anche acquistato insieme all’olio di loro proprietà.

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Sono stati 2 giorni meravigliosi, abbiamo scoperto una Calci che non conoscevamo, fatta da posti meravigliosi, ma soprattutto da gente di cuore che ha nell’anima il dono dell’accoglienza.

Vi consigliamo vivamente di visitare Calci, e scoprirete come un piccolo paese quante cose ha da offrirvi.

Info Utili:
APPLICATIVO del Comune di Calci: Guida di Calci
Scaricabile sia per Android che IOS

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Un Abbraccio,
Toscani Viaggiatori
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