Fabbrica Lamborghini, la fabbrica dei sogni.

Dopo due mesi di prenotazione ed un giorno di ferie preso (perché il sabato e la domenica sono chiusi) siamo andati a visitare la FAVOLOSA fabbrica della Lamborghini.
All’interno della Fabbrica è super proibito fare foto e quindi: macchine fotografiche e cellulari chiusi in un armadietto.
La produzione ad oggi è limitata a soli due modelli: Huracan e Aventador.
Come scritto in questi giorni su Panorama Auto la casa del toro si stanno organizzando anche loro a fare un SUV come Posche:
“La Lamborghini Urus, il SUV del Toro, terzo modello dopo Aventador e Huracan, si farà.
Lo stanno annunciando in una conferenza stampa congiunta governo italiano e azienda emiliana.
Perché la notizia completa è che non solo l’Urus verrà prodotto, ma sarà costruito interamente in Italia, in un nuovo stabilimento Lamborghini a Sant’Agata Bolognese, sede storica della marca del toro.”
All’interno ci fanno visitare le due linee di produzione e ci fanno vedere che ancora oggi tutte le auto sono prodotte interamente a mano.
Non vi sono robot che saldano o assemblano,  ma uomini che producono sogni con la passione di chi le guiderà.
Un posto dove torni bambino e per un attimo sogni un mito.
Dopo la visita della Fabbrica si fa un salto al museo.
Li troviamo auto che hanno segnato la storia, come la mitica Miura o la Countach.
Se anche voi volete visitarla vi lascio il link per prenotarsi:
https://www.lamborghini.com/it/museo/informazioni/prenotazione/
Due curiosita:
Benché sia prosaicamente frutto di un progetto imprenditoriale iniziato tempo prima, la fondazione della Lamborghini viene tradizionalmente ricondotta ad una lite, realmente accaduta, fra Enzo Ferrari e Ferruccio Lamborghini. Quest’ultimo, già affermato industriale che costruiva trattori, caldaie e condizionatori, possedeva una Ferrari 250 GT della quale non era pienamente soddisfatto. Si rivolse ad Enzo in persona per lamentare il cattivo funzionamento della trasmissione e dispensandogli consigli, ma Ferrari, orgogliosamente stizzito che il cliente volesse insegnargli il mestiere, gli disse: “Che vuol saperne di auto lei che guida trattori?”.
Per tutta risposta Lamborghini decise di avviare in proprio la costruzione di un’automobile che fosse “perfetta anche se non particolarmente rivoluzionaria”.
La Lamborghini automobili fu fondata il 7 maggio 1963 ed aveva sede in uno stabilimento appositamente costruito a Sant’Agata Bolognese.
Ferruccio Lamborghini abbandonò improvvisamente la sua azienda nel 1972, cedendo la maggioranza delle azioni all’imprenditore svizzero Georges-Henri Rossetti, per poi vendere il restante pacchetto a René Leimer nel 1973. La ragione di una decisione così inattesa era la necessità di reperire fondi per la fabbrica di trattori in difficoltà, ma fu probabilmente da ricercarsi anche nel malumore che Lamborghini provava nei confronti delle agitazioni sindacali che già da tempo erano diffuse in gran parte delle fabbriche italiane. Tali rivendicazioni, oltre a rallentare la produzione e a ripercuotersi sulla qualità dei prodotti, avevano plausibilmente minato l’entusiasmo imprenditoriale di Lamborghini. Nel giro di pochi anni infatti egli cedette anche le altre sue attività e si ritirò a vita privata.
Oggi PURTROPPO come tante idee e aziende italiane di prestigio è in mano totalmente al gruppo AUDI, e come la Ducati un pezzetto della storia italiana è stato venduto.
Peccato!
Saluti,
Toscani Viaggiatori


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